Sisifo

Sisifo

Questo è un piccolo articolo di sfogo, anche se si spaccia come un triste racconto dell’odierna situazione del sistema universitario italiano.

Come la maggior parte delle persone della mia età, sono cresciuto nel mito di “Se non hai una laurea non vai da nessuna parte”.
Non sono una persona ambiziosa, non voglio essere ricco (anche se mi piacerebbe) e non voglio essere famoso. Voglio semplicemente vivere la mia vita, compresi i suoi alti e bassi.
Cosa che, col senno di poi, avrei potuto ottenere, tranquillamente, anche senza una laurea.

Ma, ormai, era troppo tardi. Anni e anni di lavaggio del cervello (non trovo altre parole per descriverlo) mi convinsero ad iscrivermi all’Università di Bologna.
Scelsi Scienze della Comunicazione, un po’ perché seguivo ancora il sogno di diventare un giornalista, un po’ perché non trovai (e non ho ancora trovato) altre facoltà che mi interessassero.

Potete fare tutte le battute che volete su SDC, d’altronde io stesso la chiamo Scienze della Disoccupazione, ma, 4 anni fa, era una facoltà molto interessante e relativamente proiettata verso il futuro.

Un momento, 4 anni fa?
Già, sono fuori corso di ormai un anno.

E perché?
Perché son rimasto indietro con gli esami? No, li ho finiti a luglio del 2012 gli esami. Cristo, quando ero un pendolare mi svegliavo alle 5 per andare a darli.
Perché il lavoro mi ha occupato del tempo prezioso? Non del tutto, fortunatamente ho sempre trovato dei lavori che non mi occupassero troppo tempo. Non ho mai guadagnato delle cifre altissime, ma comunque sempre il minimo per sopravvivere.

E qual è il motivo allora?
Il motivo è che l’università italiana è una perversa macchina basata su di una burocrazia fallace.

Spiegare tutti i casini burocratici che ho passato richiederebbe troppo tempo, mio e vostro, quindi faccio solo una sintesi di quelli più grossi:

  • Avrei dovuto dare l’ultimo laboratorio (per chi non lo sapesse un laboratorio è un corso dove viene premiata la partecipazione e non le qualità dei partecipanti) a ottobre 2012. Sei mesi prima non ho potuto partecipare al laboratorio perché l’Unibo ebbe l’idea geniale di sovrapporre gli orari di metà dei corsi del terzo anno (rendendo quasi impossibile la partecipazione ad essi). Però, una settimana prima che iniziasse, il laboratorio scomparve misteriosamente. Ciò mi costrinse a cercare una soluzione di ripiego, soluzione che prese la forma di un altro laboratorio. Un laboratorio che si è tenuto ad aprile 2013, cosa che mi ha portato a saltare le sessioni di laurea di Gennaio e Marzo.
  • Fra parentesi, non so ancora perché venne cancellato il primo laboratorio. Mi vennero dette mille scuse diverse. La più creativa diceva che la professoressa del lab era andata in maternità, cosa che non spiega però il “preavviso” estremamente limitato e l’incomprensibile assenza di una qualsivoglia persona in grado di sostituirla. La più credibile, invece, diceva che era legato all’accorpamento dei dipartimenti, ma anche qui c’è il dubbio sull’assenza di un qualsivoglia avviso.

  • Infine, negli ultimi giorni, ho avuto un problema, a dir poco enorme, con AlmaEsami (il libretto universitario on-line dell’Unibo). In breve, mi son comparsi tre esami che non dovevo dare, dato che non facevano parte del mio piano di studi, dei quali uno di essi era riportato due volte con due codici diversi. Inoltre era stata cancellata la verbalizzazione dell’idoneità di lingua spagnola (esame che diedi quasi 18 mesi fa). Ovviamente, la segreteria studenti si è rivelata pressoché inutile nel risolvere il problema, o anche solo a capirne l’origine. Alla fine, il merito di aver forse risolto il guaio va al mio avvocato. Sì, ero giunto al punto di dover chiamare un avvocato. Ciononostante, non siamo neppur sicuri di aver risolto tutto, lo scopriremo solo a settembre. Ovviamente, per questo motivo, ho dovuto saltare pure il turno delle lauree di luglio.

Ora, forse, avete capito perché questo articolo si chiama Sisifo.

Nella mitologia greca, Sisifo venne punito per aver osato sfidare gli dei, Zeus decise che avrebbe dovuto spingere un masso dalla base alla cima di un monte. Tuttavia, ogni volta che Sisifo raggiungeva la cima, il masso rotolava nuovamente alla base del monte. Ogni volta, e per l’eternità, Sisifo avrebbe dovuto ricominciare da capo la sua scalata senza mai riuscirci.

Noi studenti universitari siamo nella stessa posizione.
Per aver osato frequentare l’università, siamo costretti a cercare di raggiungere un traguardo irraggiungibile.

Per Sisifo era spingere il masso oltre la vetta della montagna.
Per noi è laurearci.

Licenza Creative Commons
Quest’ opera è distribuita con licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Unported.

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